Chinese Garden of Friendship: il giardino murato di Sydney donato da Guangzhou
Nel cuore di Darling Harbour, a Sydney, circondato da centri congressi, torri residenziali e una vivace passeggiata sul lungomare, un alto muro imbiancato racchiude uno spazio di natura del tutto diversa. Dietro di esso si trova il Chinese Garden of Friendship, realizzato secondo lo stile dei giardini privati della regione del Lingnan, nella Cina meridionale. Lungi dall'essere un parco da attraversare per raggiungere altrove, è stato costruito come un mondo autonomo fatto di rocce, acqua, padiglioni e fogliame potato, deliberatamente separato dalla città ordinaria oltre le sue mura. Realizzato in occasione del bicentenario dell'Australia nel 1988, resta uno dei giardini cinesi tradizionali più compiuti al di fuori della Cina stessa, e una tappa fissa di ogni visita alla vicina Chinatown e al quartiere di Darling Harbour.
Un luogo a Darling Harbour
Il giardino sorge ai margini di Darling Harbour, vicino all'ingresso della Chinatown di Sydney e a pochi passi dai centri congressi ed espositivi, dagli hotel e dalla passeggiata sul porto della città. Si tratta di uno dei quartieri più frequentati dal turismo e dallo svago della città, ricostruito più volte a partire dalla fine del ventesimo secolo, e l'alto muro di cinta del giardino non è un dettaglio accessorio, ma parte integrante del progetto stesso. I giardini cinesi tradizionali di questo tipo sono pensati per essere percorsi dall'interno, non colti con uno sguardo dall'esterno; il muro impedisce la vista sulle torri circostanti e permette al giardino di dispiegare una propria scenografia, accuratamente composta, un quadro alla volta, una volta varcato il cancello d'ingresso.
Questo contrasto tra il giardino racchiuso e il moderno quartiere portuale che lo circonda è parte di ciò che rende memorabile la visita. In pochi passi il rumore della passeggiata si dissolve, sostituito dall'acqua in movimento, dal fruscio del bambù e dalle prospettive di una tradizione di giardino elaborata nel corso di molti secoli, lontano dall'Australia. È uno spazio piccolo e intensamente progettato, più vicino nello spirito e nella scala a un giardino privato di corte che a un vasto parco botanico pubblico.
Un dono tra città gemellate
Il giardino fu costruito in occasione del bicentenario dell'Australia nel 1988 e fu presentato come dono del governo e della popolazione della provincia del Guangdong e della città di Guangzhou, divenuta città gemellata di Sydney alla fine degli anni Settanta. Il suo nome cinese, Yi Yuan, viene solitamente tradotto come Giardino dell'Amicizia, un nome scelto deliberatamente per segnare i legami crescenti tra le due città e, più in generale, tra Australia e Cina. Il sito fu realizzato in collaborazione con paesaggisti e artigiani inviati da Guangzhou, che lavorarono insieme a progettisti e costruttori locali, affinché le forme, i materiali e le piantumazioni del giardino riflettessero un'autentica tradizione della Cina meridionale, e non una versione generica o immaginata di essa.
Anche la scelta della posizione, vicino a Chinatown, fu deliberata. La comunità cinese di Sydney ha una storia nelle strade circostanti che risale al diciannovesimo secolo, e il giardino fu concepito come un punto di riferimento capace di offrire a quella comunità, così come al pubblico più ampio, uno spazio permanente e appositamente costruito che riflettesse specificamente l'arte del giardino cantonese, distinta dai giardini imperiali della Cina settentrionale più spesso mostrati nel cinema e nella fotografia.
Un progetto nella tradizione lingnan
I giardini lingnan, associati al Guangdong e alle regioni vicine, differiscono per atmosfera e tecnica dai grandi giardini imperiali di Pechino o dai giardini dei letterati di Suzhou, più a nord, sebbene tutti attingano a un vocabolario comune fatto di roccia, acqua, architettura e piantumazione, disposto secondo principi di equilibrio talvolta riconducibili al feng shui. Il giardino di Sydney segue da vicino questa tradizione meridionale: i sentieri si snodano curvi invece che dritti, le vedute si rivelano solo parzialmente e in modo graduale, e rocce ornamentali costruite con calcare importato sono collocate per suggerire montagne in miniatura accanto a un lago centrale.
Chi è interessato a come culture di giardino diverse impieghino roccia, acqua e recinzione per scopi molto diversi può confrontare questo approccio con la tradizione assai differente descritta in Versailles: A Deep Dive into the World's Greatest Garden, dove la simmetria assiale e il controllo geometrico sostituiscono l'asimmetria e la rivelazione graduale qui privilegiate. Chi invece è interessato più specificamente alla tradizione del giardino cinese troverà un utile contesto in una rassegna dei migliori giardini dei letterati cinesi, che confronta giardini privati come questo con le loro controparti storiche nella Cina continentale.
Padiglioni, mura e acqua
Un lago costituisce il cuore del giardino, alimentato da una piccola cascata e attraversato da passaggi coperti e ponti a zigzag, del tipo che secondo la tradizione era ritenuto capace di rallentare gli spiriti maligni, i quali, si diceva, non fossero in grado di girare gli angoli. Attorno ad esso si trovano diversi padiglioni da cui osservare l'acqua e le piantumazioni circostanti da angolazioni differenti, oltre a un padiglione gemello legato ai fiori di loto che crescono nelle vicinanze. Uno degli elementi più noti del giardino è il Muro del Drago, un bassorilievo scolpito raffigurante figure di draghi, motivo comune nell'ornamentazione dei giardini cinesi, simbolo di forza e buona sorte.
Le piantumazioni in tutto il giardino privilegiano bambù, pini e alberi da fiore, apprezzati nella tradizione dei giardini cinesi tanto per il loro significato simbolico quanto per il loro aspetto, disposti in modo che qualcosa sia in fiore o in forma notevole per gran parte dell'anno. I sentieri sono stretti e tortuosi anziché ampi, invitando i visitatori a rallentare e a osservare da vicino singole composizioni di roccia e pianta invece di abbracciare l'intero spazio con uno sguardo.
Rinnovamento e continuità
Come ogni giardino fondato su piante viventi, acqua in movimento e muratura esposta agli agenti atmosferici, il Chinese Garden of Friendship ha richiesto, a partire dal 1988, manutenzione costante e rinnovamenti periodici, tra cui un importante intervento di restauro completato all'inizio degli anni 2010, che ha ripristinato piantumazioni, strutture e giochi d'acqua. Continua a essere gestito come giardino pubblico dal Comune di Sydney ed è utilizzato per programmi culturali, tra cui le celebrazioni del Capodanno lunare, che riallacciano il giardino alle sue origini di punto di riferimento della comunità cinese locale, oltre che al suo ruolo di attrazione turistica.
Una visita al giardino
Una casa da tè all'interno del giardino serve tè cinese e leggeri piatti cantonesi, ed è spesso il luogo dove i visitatori si soffermano più a lungo, guardando il lago da una terrazza coperta. Poiché il giardino è di dimensioni contenute, una visita si misura piuttosto in un'ora tranquilla che in mezza giornata, coerentemente con le sue origini come tipo di giardino privato e intimo, e non come grande parco pubblico. Chi desidera scoprire altri giardini australiani animati da uno spirito simile di cura progettuale può rivolgersi anche agli Australian National Botanic Gardens a Canberra o agli Adelaide Botanic Gardens nell'Australia Meridionale, entrambi molto diversi per stile e scala, ma accomunati dalla stessa idea di fondo, ovvero che un giardino possa essere un'opera di progettazione deliberata e composta, e non semplicemente un lembo di verde in città.
Sulla mappa
Per chi programma una passeggiata attraverso Darling Harbour, il giardino si combina facilmente con il lungomare circostante e con Chinatown, e vale la pena trovarvi un angolo tranquillo anche in una giornata affollata in città. La sua posizione esatta, insieme ad altri giardini presenti su questa mappa, si trova alla voce Chinese Garden of Friendship.